lunedì 28 settembre 2015

Lo sguardo diverso, Jacques Lusseyran - SPAZIO


Da parte mia vorrei limitarmi a delle osservazioni più dirette. Quello che un cieco prova in presenza di oggetti è una pressione. In piedi davanti a un muro che egli non ha toccato e non tocca colle sue mani, egli sente una presenza fisica; il muro si appoggia effettivamente su di lui. Da questo muro viene un soffio e la percezione cosciente del muro si produce nell’istante in cui questo soffio degli oggetti incontra un altro soffio che ha origine in noi. Percepire sarebbe così entrare in equilibrio di pressioni, in una composizione di forze.
Da quando ci si accorge di questo fenomeno, il mondo stranamente si anima. Non vi è più solo un oggetto, un solo essere che possa restare neutro. La solidarietà universale diventa un avvenimento fisico. Perché tale pressione può assumere tutte le forme: assorbimento, contagio, collaborazione. Tutto entra in rapporto intimo e attivo con noi: la finestra, la strada, i muri della camera, i mobili, i più leggeri movimenti dell’aria, gli esseri. Infine, a momenti, i pensieri stessi acquistano peso e direzione.
Esperienza di cieco, ma anche, ne sono sicuro, esperienza comune. I vedenti subiscono queste pressioni, non le notano. Mi sembra che esse diano conto di un gran numero di stati d’animo vaghi, eppure importanti: simpatia, antipatia, malessere, benessere, desiderio di restare e desiderio di fuggire, resistenza, abbandono. Di questi stati si vuol dare ad ogni costo una spiegazione psicologica; io li credo molto più semplici.
Ho detto “pressione”, ho detto “soffio”. Ci si potrebbe esprimere diversamente e parlare di “campo vibratorio”. La cecità avvicina più di tutto a questa vibrazione essenziale che costituisce gli oggetti e manifesta gli esseri. Non mi pare il caso di prolungare l’analisi, perché siamo entrati in un campo propriamente sperimentale, e, se si dovesse comunicare ad altri questa esperienza, si dovrebbe mettersi a descrivere, e con estrema lentezza.
Volevo soltanto attirare l’attenzione sul carattere curiosamente parziale della nostra  psicologia della percezione. Il pregiudizio che attribuisce alla vista la sua arbitraria onnipotenza ha distolto la maggior parte delle menti da ciò che consente la vista, tutti gli altri sensi e, in generale, il nostro rapporto con il mondo.
Per tutte queste ragioni un cieco ha il diritto di affermare: “La cecità ha mutato il mio sguardo, non l’ha spento”.

Je voudrais, pour moi, me limiter à des observations plus directes. Ce qu’éprouve un aveugle en présence des objets, c’est une pression. Debout devant un mur, un mur qu’il n’a pas touché et qu’il ne touche pas de ses mains, il ressent une présence physique : le mur appuie positivement sur lui. De ce mur, un souffle vient, et la perception consciente du mur se produit à l’instant où ce souffle des objets rencontre un autre souffle qui, lui, a son origine en nous. Percevoir, ce serait ainsi entrer en équilibre de pressions, en composition de forces.
Dès qu’on prend garde à ce phénomène, le monde s’anime étrangement. Il n’est plus un seul objet, un seul être qui puisse rester neutre. La solidarité universelle devient un événement physique. Car la pression prend toutes les formes : absorption, contagion, collaboration, Tout entre en rapport intime et actif avec nous : la fenêtre, la rue, les murs de la chambre, les meubles, les mouvements très légers de l’air, les être. Enfin, par instants, les pensées elles-mêmes acquièrent un poids et une direction.
Expérience d’aveugle, mais aussi j’en suis sûr, expérience commune. Les voyants subissent ces pressions, mais ils ne les nomment pas. Elles me paraissent rendre compte d’un grand nombre d’états très vagues et tout à fait importants : sympathie, antipathie, malaise, bien-être, désir de rester et désir de fuir, résistance, abandon. De ces états, on veut donner à tout prix une explication psychologique : je les crois beaucoup plus simples.
J’ai dit « pression », j’ai dit « souffle ». On pourrait s’exprimer autrement et parler de « champ vibratoire ». Ce dont la cécité rapproche assurément le plus, c’est de cette vibration essentielle qui constitue les objets et manifeste les êtres. Pousser ici l’analyse ne me paraît pas souhaitable, car nous sommes entrés dans un domaine proprement expérimental. Et, s’il fallait communiquer à d’autres cette expérience, il faudrait entreprendre de décrire et de décrire avec une extrême lenteur. Je voulais seulement attirer l’attention sur le caractère curieusement partiel de notre psychologie de la perception. La préjugé qui donne à la vue sa toute-puissance arbitraire a détourné la plus parte des esprits de ce qui permet la vue, tous les autres sens et, plus généralement, notre rapport avec le monde. Pour toutes ces raisons, un aveugle a le droit de dire : « La cécité a changé man regard. Elle ne l’a pas éteint ».

martedì 22 settembre 2015

Etty Hillesum - Vita


"Mi aveva proprio fatto impressione sentirmi dire da quell’internista galante dagli occhi malinconici: lei ha una vita spirituale troppo intensa, le fa male alla salute, è troppo per la sua costituzione. Jopie aveva assentito pensieroso quando gliel’avevo raccontato. Ho ruminato a lungo su queste parole e sono sempre più convinta del contrario. E’ vero che vivo intensamente, a volte mi sembra di vivere con un’intensità demoniaca ed estatica, ma ogni giorno mi rinnovo alla sorgente originaria, alla vita stessa, e di tanto in tanto mi riposo in una preghiera. E chi mi dice che vivo troppo intensamente non sa che ci si può ritirare in una preghiera come nella cella di un convento, e che poi si prosegue con rinnovata pace ed energia.
Credo che sia soprattutto la paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori. Se, dopo un laborioso processo che è andato avanti giorno dopo giorno, riusciamo ad aprirci un varco fino alle sorgenti originarie che abbiamo dentro di noi, e che io chiamerò “Dio”, e se poi facciamo in modo che questo varco rimanga sempre libero, “lavorando a noi stessi”, allora ci rinnoveremo in continuazione e non avremo più da preoccuparci di dar fondo alle nostre forze."

Etty Hillesum, Diario ’41-‘43

lunedì 14 settembre 2015

Gli effetti benefici del massaggio



"Esistono molti modi per rendersi conto del valore di una cosa, ma il modo migliore è sperimentarla di persona. Gli effetti benefici del massaggio, per chi lo pratica e per chi lo riceve, si possono così riassumere.

GLI EFFETTI PER LA PERSONA MASSAGGIATA
1. Tutto il corpo si rilassa e la mente si calma. Scompaiono tensioni e preoccupazioni, i muscoli si distendono e può accadere che la mente entri in uno stato di trance o in una condizione simile al sonno (nidra ndr), seguita da un risveglio e da una sensazione di freschezza e lucidità.
2. Quando una persona sperimenta queste sensazioni acquisisce automaticamente sicurezza ed energia che gli permettono di affrontare meglio il lavoro e i problemi quotidiani. Gli atleti professionisti sanno bene quanto sia importante essere rilassati e lucidi prima di una gara e spesso si sottopongono a un massaggio prima di entrare in campo. Un atleta teso o ansioso ha minor probabilità di rendere al massimo delle sue possibilità.
3 Chi riceve il massaggio avrà una migliore immagine di se stesso dovuta alla sensazione di benessere e di gioia di vivere, entrerà in uno stato di leggera euforia senza i dannosi effetti collaterali che provengono dalle droghe.
4. I muscoli rilassati consentono una migliore circolazione del sangue e della linfa. L'organismo riceve più ossigeno e apporto nutritivo, il sistema immunitario migliora le proprie difese, facendo così diminuire le probabilità di ammalarsi.
5. Un buon massaggio dopo un'attività faticosa aiuta i muscoli a eliminare le sostanze tossiche, prevenendo la rigidità e il dolore che di solito compaiono il giorno dopo.
6. Il massaggio mantiene il tono dei muscoli impedendo che si atrofizzino, soprattutto nel caso di persone che sono costrette all'immobilità da malattie croniche.
7. Gli organi interni sono stimolati a funzionare al meglio, favorendo la digestione, l'assorbimento e l'eliminazione delle sostanze di rifiuto.
8. Il massaggio, nella misura in cui migliora la circolazione rallenta il processo di invecchiamento, e rallenta il formarsi delle rughe.
9. Da un punto di vista psicologico, se il massaggiatore è una persona amica o un familiare, il massaggiato si sentirà amato e coccolato, aumentando la sua autostima. Un bambino massaggiato regolarmente con amore sarà un individuo stabile e sicuro.

GLI EFFETTI SULLA PERSONA CHE MASSAGGIA
1. Chi pratica il massaggio prova quasi sempre sensazioni di gioia, soddisfazione e compassione.
2. Prova inoltre un certo orgoglio per il fatto di essere in grado di aiutare gli altri.
3. Il massaggio favorisce l'amicizia e i rapporti fra le persone, Un buon massaggiatore sviluppa una sensibilità particolare e la capacità di capire e accettare con amore gli altri, cosa essenziale per avere buoni rapporti interpersonali. Quindi una persona abile nel massaggio è anche una persona che va d'accordo con gli altri, ha molti amici e raramente si trova in conflitto con le persone."

Tratto da: Il massaggio tradizionale tailandese di Sombat Tapanya Ed. XENIA

mercoledì 9 settembre 2015

Il piacere del massaggio





E ora nel profondo del vostro cuore vi chiederete:
“come faremo a distinguere quale piacere è buono e quale non lo è?”
Andate nei campi e nei vostri giardini e imparerete
che il piacere dell’ape è succhiare miele dal fiore,
ma è anche il piacere del fiore dare il suo miele all’ape,
perché il fiore per l’ape è fonte di vita,
e per il fiore l’ape è messaggera d’amore.
Per entrambi, api e fiore, dare e ricevere piacere
è necessità ed estasi. Popolo d’Orfalese,
nel piacere siate come i fiori e le api.

Il profeta, Kahlil Gibran