lunedì 30 novembre 2015

Rilassamento e meditazione (2), Jean Klein


"Sentire con la parte posteriore  la sedia o  il suolo. Sentire il contatto della pianta dei piedi con il suolo per quelli che sono su una sedia, per gli altri, il contatto delle cosce con il suolo.
Lasciate che questi due contatti si fondano tra loro, che diventi un solo contatto. Lasciate andare tutto il vostro peso sui punti di contatto, senza che ci sia un abbassamento della regione lombare e senza che il bacino cada all’indietro.
Diventate coscienti della regione del coccige e salite come si sale una scala, vertebra dopo vertebra per creare, alla fine, una verticalità come un’energia, una fiamma che, vorrebbe drizzarsi e, quando arrivate all’altezza della settima verticale, lasciate che questa regione si rettifichi in modo che la testa sia una continuazione della regione lombare e dorsale, che porta un leggero spostamento della testa verso il dietro. Evocate la sensazione dell’altezza delle spalle come l’acqua che parte dall’alto per innaffiare gli omoplati; quando l’acqua cade veramente, dovete osservare un rilasciamento delle spalle, creando un abbassamento totale delle spalle come se le spalle scivolassero lungo gli omoplati…
Contatto delle mani con le ginocchia dove si trovano; sentite questo contatto e lasciate completamente il peso delle braccia su questi punti di contatto. Sentite il peso delle braccia…
Un frutto sbucciato occupa tutte le pareti della bocca, poi questo frutto scivola lentamente all’interno della regione della laringe come per massaggiarla; questo deve portare un rilassamento della glottide e dello sterno.
Un’altra immagine: la glottide è sentita come un frutto e cercate di inghiottirlo. Ora, siate come un ricevitore di fronte al vostro corpo, lasciate risvegliare completamente la sensazione del corpo, ma non visualizzate il corpo in nessun caso, e non cercate la sua immagine anatomica; ora lasciate liberare completamente le energie, senza contenerle nel contesto anatomico, e questo può creare, evocare una sensazione tattile.
Il davanti del corpo aderisce al muro davanti a voi e la parte posteriore aderisce totalmente al suolo e il sommo della testa aderisce anch’esso totalmente al soffitto o al muro. Questo succede quando lasciate libero corso alle energie. Questa energia che si spande nello spazio è il vostro oggetto di contemplazione…
Ora lasciate libero corso all’udito… senza scegliere un particolare oggetto sentito, accettate, siate ricevitori di tutto quello che si presenta al vostro udito; le vostre orecchie sono tutto il vostro corpo e non sono localizzate semplicemente agli orifizi uditivi, tutto il vostro corpo è un ricettacolo, siete tutto “ascolto” senza che scegliate, senza che respingete.
E’ un ascolto totale, il calore, il brusio dell’aria, ascoltate tutto.
Rendetevi conto che il corpo, che ora è ricettacolo, ha delle parti che sono ancora in difesa, là dove ancora non siete aperti, là dove ancora non c’è ricettività a quello che si presenta. Quando accettate totalmente quello che si presenta, senza scelta, succede che la periferia di ciò che è ascoltato si elimina spontaneamente e non resta, alla fine, che un brusio d’aria che si localizza nel condotti uditivi e questo brusio d’aria si affievolisce e si elimina e non resta che ascolto. Siate questo ascolto…"


3ème Millenarie n. 42 –Traduzione: dr.ssa Luciana Scalabrini

lunedì 23 novembre 2015

Rilassamento e meditazione (1), Jean Klein



"Propongo questa meditazione, perché ci rendiamo conto a qual punto il nostro ascolto sia sempre in uno stato di afferrare, diciamo esattamente come questo corpo, questo ascolto, siano abitati continuamente da una attesa, un desiderio di appropriarsi di qualcosa, e per constatare fino a che punto il nostro corpo è condizionato, abituato da questo “desiderio di prendere”. Ci sono specialmente tre posti dove questo si fissa e, attraverso questi tre posti, è investito tutto il corpo.
Sono:
1)       la mascella, che è continuamente in stato di prendere;
2)       la mano, che è continuamente in  stato di prendere;
3)       il piede, che è continuamente in  stato di prendere.

Per andare più lontano, nel rilassamento, non incrociate le gambe e restate ad angolo retto (posizione: seduti su di una sedia). Non lasciate cadere il bacino all’indietro, come se si rovesciasse all’indietro. Il bacino è veramente seduto, perché lasciar cadere il bacino all’indietro è generalmente una fuga.
Far salire il pensiero dal bacino alla regione dorsale fino alla regione cervicale e anche là, vedrete a qual punto siamo sempre sul punto di prendere. Si produce un certo incurvamento nella regione cervicale, precisamente in quelle vertebre che escono. Dovete rettificare il vostro busto per avere la sensazione della verticalità. Poi dirigete la vostra attenzione sul palmo delle vostre mani, il palmo aderisce completamente alla coscia.
Prendete coscienza dei primi elementi che vogliono prendere tra le quattro dita e il pollice, voler prendere, prendere! Sentendo la sensazione tattile della mano sul punto di contatto, deponete completamente il peso della mano sulla coscia , poi sul polso, l‘avambraccio, il braccio e vi rendete conto come le spalle siano sempre in stato di  difesa, d’aggressività, di voler prendere! Si lasci andare tutto il peso sui punti di contatto.
C’è un altro stato, di voler prendere nei deltoidi e, quando deponete completamente il peso, rientrano nella loro cavità e questo crea immediatamente un grande rilassamento del dorso e delle scapole. Poi, andate in direzione della testa e potete osservare come il muscolo della mascella, della masticazione è sempre in stato d’attesa, aspetta sempre la colazione, attende sempre il pranzo, è sempre in attesa.
Constatate come, nella regione dei denti del giudizio, niente è steso, tutto ha “voglia di stringere”; rilassate questa regione. Quando la rilassate davvero, osservate la regione dell’orifizio uditivo; lì vicino, si trova una certa cavità che s’ingrandisce, a un dato momento…
Osservate come la regione frontale può “voler prendere”; distendete questa regione frontale, dovete evocare la sensazione tattile su tutta la capigliatura, il cuoio capelluto, come se la regione frontale stesse scivolando indietro nella nuca. Lasciate completamente la regione frontale che deve scivolare totalmente, risparmiando la mascella inferiore; avete l’impressione che il cervello potrebbe scivolare quasi fino al cuore. La testa è completamente eliminata, completamente vuota, disponibile.
Se volete, posso andare più lontano…! Sensazione nei due palmi delle mani, come se le depositaste su di un pallone; i palmi aderiscono completamente al pallone. Sensazione tattile nelle dita, i polsi che vorrebbero  coprire il pallone e voi ordinate a questo pallone di gonfiarsi, di ingrandirsi e le vostre mani crescono, l’avambraccio, il braccio ingrandiscono. Osservate cosa succede nelle spalle; ora fate una profondissima decontrazione che rilascia! Se potete mantenerla, si può andare ancora più lontano…
Nella cavità boccale, introducete un frutto sbucciato; tutta la cavità boccale sente il sapore di questo frutto; risvegliate la sensazione tattile, lasciate ingrandire questo frutto, come avete lasciato gonfiarsi il pallone. Questo frutto fa ingrandire la cavità boccale.
Osservate come tutta la muscolatura facciale si rilassi. Provate a mantenere questa separazione. Portate la vostra attenzione sulla volta plantare. Aderite a un pallone, gli alluci coprono completamente il pallone, anche i talloni; ecco che il pallone si sta ingrandendo… Vedrete come la volta plantare si apre: osservate cosa succede nella regione dei polpacci e delle cosce, la parte posteriore, la più importante; lo stesso nella regione lombare, nel bacino!
Non ritornate soprattutto nella regione frontale! Comprendiamo che non si tratta di conquistare, ma di diventare coscienti, consapevoli di questa voglia di prendere che abita il nostro corpo. Quando ogni dinamismo, ogni pulsione sono eliminati, allora il “ricercatore” si sveglia,diventa il “cercato”, il “trovato”!
Quando si è completamente in solitudine con se stessi, bisogna rendersi conto che non possiamo seguire un’ideale e  al tempo stesso, lasciar vivere una percezione corporea. Certe persone ignorano questa impossibilità della simultaneità e credono di poter sempre coordinare molte percezioni o concetti nello stesso tempo.
Mi sembra, senza voler imporre una scelta, che la presenza di un oggetto, che si chiama corpo, sia una buonissima partenza, perché nel nostro corpo si provano tutte le aggressioni, le difese, le reazioni. Come abbiamo già suggerito, bisogna dirigere l’attenzione e lasciare che risalti per noi la sensazione corporea, senza visualizzare il corpo nella sua forma.
Lasciare emergere completamente, lasciare aprire tutto quello che si può chiamare sensazione corporea. Si scopre che una certa scelta s’impone ancora e che certe parti del corpo si presentano prima di altre parti. Dal momento che queste parti s’impongono, osservate allora che c’è una reazione, perché molto spesso, si presenta un fastidio. Anche lì, constatate la difesa. A un dato momento, arriviamo alla sensazione globale del corpo. Questa sensazione globale del corpo si risveglia totalmente in noi, quando in noi non c’è più la minima intenzione.
E’ interessante notare come si rilassano i differenti strati. Il corpo assume una estensione diversa da quella imposta dalla sua visone. Si potrebbe dire che tutto ciò che si chiama energia corporea esclude i suoi confini. Alla fine non ci sono confini, né un corpo e il suo confine. Quando l’energia è completamente sciolta, liberata, non ci sono i confini, non più forme. Tutto ciò è oggetto della nostra attenzione. Tutto questo abbandono degli antagonismi corporei permette già un’altra funzione nei differenti piani e l’oggetto, su cui è stato posto prima l’accento, perde questo accento e si ha l’impressione che l’accento ,che si posa generalmente sull’oggetto osservato, si sposti sull’osservazione. Vedrete che l’oggetto muore, a un certo momento, come oggetto e non resta che l’osservazione. Lì, non si è in nessun posto! Non c’è nessuno! Non c’è volume, non c’è durata. Questa “presenza a sé” è un vissuto in questa specie di meditazione e “il non essere da nessuna parte” si presenterà anche durante la giornata, quando ci dedichiamo alle varie attività. Restiamo in questo stato “di non essere da nessuna parte” e le attività si svolgono completamente, secondo la natura delle cose."


3ème Millenarie n. 42 –Traduzione: dr.ssa Luciana Scalabrini

lunedì 16 novembre 2015

Conoscenza, Sri Anandamayi Ma


Domanda: "Ci sono gradi nella conoscenza"
Mataji: "No. Come potrebbero esservi gradi nella conoscenza del Sé (svarupa jnana). La conoscenza del sé è una. Il procedere di passo in passo si riferisce allo stadio in cui si distolgono gli occhi dagli oggetti dei sensi e si rivolge lo sguardo all'interno verso l'Eterno. Non si è ancora realizzato Dio, ma percorrere il sentiero spirituale è diventato fonte di gioia. Lungo questa linea ci sono dharana, dhyana e samadhi. Le esperienze di ciascuno di questi stadi sono infinite. Dove c'è la mente c'è esperienza. Le esperienze nei diversi stadi sono dovute alle varie forme di desiderio per la Conoscenza Suprema. La mente, che in precedenza era concentrata sulle cose materiali, e deducendo che non si potesse provare l'esistenza di Dio era pervenuta e negarLo, adesso si volge nella direzione opposta. Non è perciò naturale che la Luce appaia in essa in conformità dello stato raggiunto? Questi stati sono noti con vari nomi. Quando cessano le visioni che si hanno in meditazione? Quando il sé si rivela."

Sri Anandamayi Ma, Vita e insegnamento della madre permeata di gioia 
Ed. Vidyananda

domenica 8 novembre 2015

Etty Hillesum - Tranquillità


"Voglio ricopiare ancora una volta Matteo, 6, 34 “Non siate dunque inquieti per il domani, perché il domani avrà le sue inquietudini; a ciascun giorno basti la sua pena.”
Bisogna combatterle come pulci, le tante piccole preoccupazioni per il futuro che divorano le nostre migliori forze creative. Ci organizziamo l’indomani nei nostri pensieri ma poi va tutto in modo diverso, molto diverso. A ciascun giorno basta la sua pena. Si devono fare le cose che vanno fatte e per il resto non ci si deve far contagiare dalle innumerevoli paure e preoccupazioni meschine, che sono altrettante mozioni di sfiducia nei confronti di Dio. Andrà tutto a posto con quel permesso di soggiorno…

In fondo, il nostro unico dovere morale è quello di dissodare in noi stessi vaste aree di tranquillità, di sempre maggior tranquillità, fintanto che si sia in grado d’irraggiarla anche sugli altri. E più pace c’è nelle persone, più pace ci sarà in questo mono agitato."

Etty Hillesum, Diario ’41-‘43

domenica 1 novembre 2015

Morte, Arnaud Desjsardins


 

Non c'è spiritualità degna di questo nome, se la morte non è pienamente accettata, tanto pienamente e gioiosamente accettata quanto l'idea di partire in vacanza l'estate prossima. Ma questa partenza è ben più importante e va preparata molto più seriamente di un viaggio in vacanza.
Se per tutta la vostra vita avete imparato ad essere uno, pienamente "uno con" i malesseri, le sofferenze, i disturbi, tutti gli stati di coscienza anche quelli più sconvolgenti, sarete pienamente "uno con" i fenomeni che precedono o che accompagnano il momento stesso in cui avviene l'ultima espirazione e in cui viene normalmente constatato il decesso.
 
Arnaud Desjardin