lunedì 17 luglio 2017

Trattamento craniosacrale




Le origini del trattamento craniosacrale
La terapia craniosacrale affonda le proprie radici nell'osteopatia, fu il Il dott. William Garner Sutherland (1873-1954) a definire il concetto di osteopatia cranica. Egli riconobbe i movimenti ritmici del cranio e sentì anche i movimenti ritmici nel cervello, nelle meningi, nel liquido cerebrospinale e nel sacro.

Secondo la sua ipotesi questi movimenti erano provocati da un meccanismo respiratorio primario, ossia una respirazione originaria interna, atta a regolare e rigenerare l'organismo.
Il termine "terapia craniosacrale" fu usato per la prima volta negli anni '70 dall'osteopata e chirurgo americano dott. John E. Upledger (1932-2012). Il termine "craniosacrale" è composto da "cranio" e "sacro" (osso sacro). Upledger svolse un intenso lavoro di ricerca e scrisse opere innovatrici sulla terapia craniosacrale, fondamentali per lo sviluppo del metodo della terapia craniosacrale.

Breve descrizione del metodo
Al centro dell'attenzione vi è il lavoro terapeutico incentrato sulle risorse profonde insite in ogni persona,  infatti la terapia craniosacrale confida sulla capacità di autoregolazione dell'organismo.
Struttura e funzione si influenzano reciprocamente, ogni processo in atto a livello fisico, psichico o sociale influisce contemporaneamente sugli altri livelli.
Il respiro vitale mette l'essere umano in contatto con le sue risorse più profonde. Esso contiene anche un'intelligenza innata, un progetto, che ordina la forma umana e mantiene questo ordine.
La guarigione avviene in collaborazione tra terapista e cliente, in un'interazione che accresce le forze di autoguarigione del cliente e favorisce l'autopercezione. L'operatore di terapia craniosacrale offre aiuto all'autoaiuto, per arrivare a un'acquisizione di competenze da parte del cliente affinché possa mantenere la propria salute.
Il ruolo del terapista è l'accompagnamento ricettivo e l'assistenza neutrale ai processi che hanno luogo.

La seduta
Un trattamento dura dai 40 ai 60 minuti, consta di momenti di valutazione e ascolto del ritmo del respiro primario, alternati a momenti di intervento che si svolgono con tocchi leggeri delle mani sul sistema osseo, di mobilitazioni con le mani e le dita sul sistema fasciale e, a volte, di prese delicate all'interno della bocca. L'operatore si focalizza sulle parti del sistema cranio sacrale per riequilibrare il ritmo della respirazione primaria ed eliminare le contratture e i blocchi che si formano in caso di stress, disturbi, dolori, traumi o infortuni. Lo scopo del massaggio cranio sacrale è riattivare la circolazione e l’omogeneità del respiro o ritmo insito al sistema cranio sacrale,  favorendo l'integrazione tra corpo, mente e spirito.
Il contatto presente dell'operatore e le varie fasi di ascolto e arresto del respiro primario, inducono nel cliente uno stato di rilassamento e facilitano l'incontro con la quiete profonda. 

Benefici
Il massaggio cranio sacrale è in grado di agire profondamente sul sistema nervoso, influenzando sia il sistema ormonale che quello immunitario, favorendo una riorganizzazione a livello mentale e fisico, permette di riequilibrare   situazioni di stress, ansia e, in generale, affaticamento mentale ed emotivo e stimola le capacità di auto guarigione del corpo.
Il contatto presente dell'operatore e le varie fasi di ascolto e arresto del respiro primario, inducono nel cliente uno stato di rilassamento e facilitano l'incontro con la quiete profonda. 

Il mio incontro con la terapia craniosacrale
Alla mia prima seduta di craniosacrale come cliente, l'operatrice ad un tratto si ferma, mi guarda e mi dice: "Perché non lo fai tu?". 
Perplessa e incuriosita, le chiedo come mai mi dice questo e lei afferma che la domanda - suggerimento le è venuta da sé. Sono passati alcuni anni da allora... 
Anno dopo anno l'impegno e l'interesse nell'apprendimento del massaggio sono diventati una costante della mia vita. Nella mia apparente indifferenza, il semino di quella domanda si è fatto spazio in me, finalmente nel 2014 mi iscrivo alla formazione di "Craniosacrale" con Antonio Magrin
Sin dal primo momento è stato un percorso nella fiducia: fiducia in quello che sento, fiducia nel sentire. E' la percezione più sottile e delicata a guidarmi attraverso uno spazio liquido, dove non c'è altro da fare che affidarsi all'ascolto e seguirlo.
Nella sua delicatezza, questa tecnica si fonda su solide origini medico-scientifiche, questo appaga il mio bisogno di riferimenti logico-razionali insieme alla necessità di un approccio lieve, silenzioso e profondo. 


"La terapia craniosacrale, nella sua forma più amorevole, è un viaggio intrapreso da due o più persone in stato di quiete verso un livello dell'essere dove non vi è patologia." Mike Boxhall

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